“Gli archivisti e la professione oggi: problemi e prospettive” Ancona, 4 marzo 2015

E’ molto alto il numero delle iscirizioni alla giornata di studio su formazione e professione, promossa della sezione Marche dell’ANAI in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e il Dipartimento di Scienze della Formazione Beni Culturali e Turismo dell’Università di Macerata.
Mi fa davvero piacere essere stata coinvolta nell’iniziativa e, visto il livello non solo dei relatori ma anche degli iscritti, mi aspetto davvero molto dal dibattito previsto nel pomeriggio.

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Regole tecniche e numero di repertorio dei fascicoli

Abbiamo visto in un post precedente che le indicazioni relative alla classificazione e al numero di repertorio generale del fascicolo informatico trovano posto nell’ IDENTIFICATIVO (così come definito dal DPCM 3 dicembre 2013, allegato 5). Ad esempio avremo:

Comune di Belprato Titolo IV Pianificazione e gestione del territorio, Classe 3. Edilizia privata, “Permesso di costruire. Rossi Mario” fascicolo 4 del repertorio generale

Abbiamo anche visto che, per la creazione e gestione delle serie all’interno di una stessa classe, si può rendere necessaria la creazione di repertori specifici. Ad esempio:

Nel repertorio dei “Permessi di costruire” avremo il fasc. “Permesso di costruire. Rossi Mario”, numerato come fascicolo 1 del repertorio “Permessi di costruire”

Questa stringa di metadati, composta dal titolo (di cui la prima parte coincide con il titolo del repertorio) e il numero che quel fascicolo occupa nel repertorio specifico, trova posto nell’ OGGETTO che – sempre per il DPCM 3 dicembre 2013 – è “il metadato funzionale a riassumere brevemente il contenuto del documento o comunque a chiarirne la natura”.

A questo proposito, anche in Dublin Core è prevista l’analoga proprietà “Description” che può includere (ma non è limitata solo a) un riassunto analitico, un indice, un riferimento al contenuto, ecc.”. In pratica, se il rigore archivistico è importante in ambito analogico in ambiente digitale diventa imprescindibile

Rilevazione della professione archivistica – commenti a margine

Con la pubblicazione dei primi risultati e con i primi seminari sul tema – tra cui quello che stiamo organizzando in Ancona per il prossimo 4 marzo – si è aperto uno scambio di idee sulla attività svolta e da svolgere.

Vi invito a seguire il dibattito sul forum Archiviando (http://www.archiviando.org/forum/viewtopic.php?f=33&t=2143&p=6186#p6186) a cui stamattina ho contribuito con il post che qui vi riporto:

“Vedo con molto piacere che l’analisi dei dati del rilevamento della professione ha subito un’accelerata in vista della prossima assemblea nazionale.

Ottimo, il rischio era di trovarsi con dei dati invecchiati anzitempo, basti pensare alla recentissima variazione in materia di regime de minimis.

Rilevo inoltre, in nota alla comunicazione di Augusto Cherchi, il riconoscimento del “valore dell’acquisizione di esperienza che questo passaggio comporta e la messa a punto di un metodo di lavoro”. Il gruppo di lavoro di cui ho avuto l’onore e l’onere di fare parte ha sollevato più volte il problema e lo ha faticosamente affrontato in corso d’opera.

Credo che in questa prima operazione di rilevamento sia mancata l’attività di costruzione di un metodo preliminare, la qual cosa temo abbia influenzato la qualità e la quantità delle informazioni, comunque tante ed affidabili.

Sono convinta sostenitrice del fatto che se pure si sarebbe potuto fare qualcosa di più già in questa fase, si possa arrivare a risultati eccellenti con avvicinamenti successivi e, soprattutto, si debba fare del monitoraggio della professione non un’attività una tantum ma una attività continuativa.”

Catalogazione patrimonio librario di musica a stampa del Conservatorio G. Rossini di Pesaro

E’ uscito un bando interessante, che richiede competenze non comuni.

Il Conservatorio Rossini di Pesaro ha infatti indetto un bando di concorso per la catalogazione del patrimonio librario di musica a stampa della Biblioteca.

In bocca al lupo a chi vuole tentare la sorte!

Gli archivisti e la professione oggi: problemi e prospettive

Il prossimo 4 marzo ci sarà una nuova occasione di incontro e discussione riguardo al futuro della nostra professione.

L’ANAI Sezione Marche – in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per le Marche e con il Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata – organizza infatti una Giornata di studio intitolata “Gli archivisti e la professione oggi: problemi e prospettive”.

L’incontro si svolgerà ad Ancona, presso la sede della Regione Marche (Palazzo Leopardi – Sala Verde, Via Tiziano, 44).

Il seminario si propone di offrire opportunità di aggiornamento e spunti di riflessione sugli aspetti che caratterizzano una professione, la nostra, che diventa ogni giorno più complessa e sfaccettata

La formazione e conservazione a lungo termine delle memorie digitali e, dall’altro lato, la gestione degli archivi storici su supporto analogico sono solo alcuni dei molteplici aspetti del lavoro archivistico, che necessariamente deve sciluppare nel breve termine nuovi approcci e modelli gestionali.

Le informazioni sulle modalità di iscrizione sono tutte reperibili sul sito dell’ ANAI.

Di seguito il programma della giornata:

9:00: Indirizzi di saluto e presentazione

Luisa Montevecchi, Soprintendenza archivistica per le Marche – Michele Corsi, Dipartimento di scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata – Giannandrea Eroli, MAB Marche – Maria Palma, ANAI-Sezione Marche

9:30: La norma UNI sulla figura professionale dell’archivista – Paola Carucci, Archivio storico della Presidenza della Repubblica

10:00: La conservazione della memoria digitale. Figure professionali e responsabilità – Stefano Pigliapoco, Università di Macerata

10:30: Lavorare negli archivi storici: risorse tecnologiche e nuovi modelli gestionali – Federico Valacchi, Università di Macerata

Pausa

11:30: La recente normativa sull’esercizio delle professioni dei beni culturali e i nuovi ordinamenti dell’ANAI: verso l’attestazione di qualità professionale – Marco Carassi, Presidente ANAI

12:15: Lo stato della professione, riflessioni sul censimento degli archivisti – Allegra Paci, ANAI-Sezione Marche

Discussione

Pausa pranzo

14:30: Comunicare gli archivi: quali competenze per i mediatori del XXI secolo? – Pierluigi Feliciati, Università di Macerata

15:00: Verso l’innovazione degli archivi: paradigmi e modelli di gestione – Mara Cerquetti, Università di Macerata

15:30: Nuovi modelli gestionali: il progetto di Polo archivistico territoriale della provincia di Matera, come Centro interdisciplinare di documentazione multimediale – Michele Durante, Soprintendenza archivistica per la Basilicata

16:00: La prospettiva di rete: archivi, biblioteche e musei tra reti pubbliche e integrazione territoriale – Giannandrea Eroli, AIB Marche

16:30 Discussione e conclusioni

Coordinamento dei liberi professionisti ANAI

E’ ufficiale la nascita del coordinamento dei liberi professionisti ANAI.
Tutti i passaggi che hanno portato alla costituzione del coordinamento mi hanno visto spesso in polemica o, quanto meno, perplessa. Rilevo ad esempio che non vi è stata mai alcuna comunicazione diretta ai soci invitandoli a prendervi parte o, quantomeno, ad esprimersi nel merito: l’unica comunicazione pubblica è stata fatta – non in accordo con il direttivo – sulla pagina Facebook di un’altra associazione (!).
E’ evidente che non sono le premesse migliori per iniziare ad agire in maniera sistematica in un settore quale quello della libera professione che tende già, per la sua natura sfaccettata, a sottrarsi.
Sarà necessario che il coordinamento, almeno da qui in poi, cerchi e sfrutti tutti i possibili canali comunicativi per fornire ai soci alp quante più informazioni e strumenti possibili.
Sarà necessario da parte di tutti i soci alp dare il proprio contributo magari anche, come la sottoscritta, non rinunciando a chiedere trasparenza, comunicazione e scambio con la base.

qui il comunicato
http://www.ilmondodegliarchivi.org/index.php/attivita/item/477-i-liberi-professionisti-si-coordinano

Avanti così! (il report 2014 per praticarchivistica)

Un anno finisce, un anno comincia: tempo di bilanci.

WordPress ci ha fatto un regalino, preparando un report annuale della nostra attività su questo blog nel 2014.

In soli 4 mesi abbiamo fatto grandi cose direi… per il prossim’anno contiamo di fare ancora di più!

Grazie a tutti voi per averci letto, condiviso, commentato!

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.000 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 33 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

archivi&natale

Un anno archivisticamente molto interessante sta finendo.

Sono entrate in vigore le tanto attese Regole tecniche, la “nostra” amministrazione è oggetto di importanti riforme, i libero professionisti stanno cercando voce e spazio anche con la creazione di nuove associazioni e facendo rete con i colleghi dei settori affini; l’immarcescibile anai si è fatta promotrice del censimento degli archivisti, cercando di dare risposte anche agli alp.
Personalmente ho portato avanti il mio consueto lavoro di “péon” degli archivi, ho seguito con interesse le novità, ho preso parte al lavoro sul censimento e ho dato inizio a questo blog, che ci sta dando molte soddisfazioni, con quasi 2000 visite in poco più di tre mesi.
Mi/ci auguro quindi un proficuo proseguimento di quanto abbiamo iniziato, vi ringrazio per il vostro contributo e vi do appuntamento qui per il 2015!

Conservazione del registro di protocollo – parte 2

Ritorno sul problema della conservazione del registro di protocollo, questione annosa che ho già affrontato qualche giorno fa.

Ad oggi in Italia, per quanto mi risulta, è operativo a tutti gli effetti un unico polo di conservazione: ParER, il Polo archivistico regionale dell’Emilia-Romagna.

Nel disciplinare che il ParER sottoscrive con i Comuni aderenti non esiste un “registro di protocollo”, ma si dice:

Il processo di conservazione sostitutiva si effettua sugli aggregati logici definiti, come da Specifiche, unità documentarie (UD): queste ultime sono formate da uno o più documenti considerati come un tutto unico e costituiscono le unità elementari di cui si compone l’archivio dell’ente produttore.

Seguono quindi le specifiche per ciascuna tipologia di documento conservato: deliberazioni, decreti, provvedimenti di liquidazione, ecc.

Cosa mi manca?! Non trovo in ambito informatico un documento o un atto che riassuma i requisiti a cui, come archivista, voglio che il registro di protocollo ottemperi.

Ripeto: mi sembra non si possa ridurre il registro di protocollo, uno dei cardini su cui seguita a basarsi la gestione documentale, ad un insieme di documenti.

Conservazione del registro di protocollo – parte 1

Riporto dal sito dell’Agid (aggiornato al 31 ottobre 2013):

“Come è possibile assicurare la corretta tenuta del registro del protocollo informatico?

(…) almeno annualmente deve essere prevista una procedura di conservazione del registro effettuata secondo quanto indicato dalle regole tecniche in materia. Attualmente tali regole sono indicate nella Deliberazione CNIPA n. 11/2004 e prevedono che all’insieme dei documenti da conservare sia apposta da parte del Responsabile della conservazione un riferimento temporale e la firma digitale”.

A me, anche leggendo la deliberazione CNIPA, manca qualcosa.

Non mi sembra che il registro si esaurisca nell’insieme dei documenti presenti.

Vedremo alla prossima puntata cosa ci dicono al riguardo le regole tecniche del DPCM 3 dicembre 2013 (solo due mesi dopo!)